| SSMinformatore | Nr.276 | |||||
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AI LICANZIAMENTI A SWISSINFO/SRI www.swissinfo.org A Swissinfo/SRI si vogliono tagliare 26 posti a tempo pieno:
sono in gioco almeno 32 licenziamenti! La direzione di swissinfo
sta per decidere chi dovrà lasciare il campo. L'annuncio
dei nomi di chi verrà licenziato è previsto per
la fine di marzo.
Commento S. Hobi Borserini sulla situazione dei giornalisti swissinfo/SRI Da ogni parte giunge conferma della notevole qualità
del lavoro che swissinfo/SRI svolge per la "Quinta Svizzera"
secondo il mandato conferito dalla concessione. Si sottolinea
quanto sia importante la piattaforma d'informazione destinata
agli Svizzeri all'estero, ma nessuno vuol più impegnarsi
a reperire i fondi necessari. swissinfo/SRI ci vuole, perché: "...swissinfo svolge un compito importante: il portale Internet informa, in maniera indipendente e neutrale, i cittadini svizzeri residenti all'estero su quanto succede nel nostro Paese. L'elaborazione multimediale nelle lingue nazionali, specifica per gruppo target, costituisce, in combinazione con l'offerta delle altre unità aziendali SRG SSR, un pacchetto informativo unico. ...." "...La cosiddetta "Quinta Svizzera" è
rimasta a lungo una realtà poco conosciuta. Un'inchiesta
recente ha mostrato che l'interesse nei confronti della Svizzera
da parte dei nostri connazionali all'estero non è per
niente scemato. Da qualche tempo, emigrare non è più
una strada a senso unico. Sono tanti i connazionali che, dopo
un certo periodo vissuto all'estero, rientrano in Svizzera. Un
contatto continuo con la Svizzera è quindi importante,
poiché ne facilita il rimpatrio e previene un'immagine
contorta del Paese. Inoltre i nostri connazionali all'estero
svolgono, per così dire, una funzione di "ambasciatori"
della Svizzera, la quale torna a vantaggio del nostro Paese.
"...Inoltre swissinfo offre informazioni, analisi e valutazioni comprensibili anche a stranieri interessati al nostro Paese....." ".....ricorrendo a strumenti multimediali, swissinfo informa, in più lingue e in maniera oggettiva, sui variegati aspetti inerenti alla Svizzera. L'equo modello di finanziamento attualmente in vigore (Confederazione e SSR), deve permettere una pianificazione indipendente e a lungo termine - non condizionata dallo scontro politico interno. La situazione deve rimane tale, poiché gli Svizzeri all'estero non devono diventare il terreno di gioco della politica soltanto perché non fanno la voce grossa nel loro Paese. ..." "....nel paesaggio dei media internazionali sempre più
monopolizzato, la voce di swissinfo rappresenta un prodotto di
alta qualità, una vetrina irrinunciabile con cui la Svizzera
si presenta all'estero....."
NOMINA
DEL NUOVO RESPONSABILE DI RETE2
La nomina del nuovo Capo della Rete 2, avvenuta lo scorso 18 novembre 2003, ha suscitato non poche perplessità tra il personale della RTSI. In particolare 37 collaboratori di Rete 2 su 47 ci avevano chiesto di far pervenire al Comitato del Consiglio della CORSI una lettera nella quale manifestavano il loro "... turbamento per la mancata nomina di Giulia Fretta. Tale turbamento è rafforzato dalle modalità che hanno condotto alla presa in considerazione di un candidato esterno verso il quale - teniamo a precisare - non sussistono da parte nostra pregiudizi" e in seguito chiedevano di "... essere messi a conoscenza delle procedure e dei criteri che hanno orientato la vostra scelta, procedure e criteri che - alla luce delle considerazioni sin qui esposte - oltre all'applicazione, mettono in discussione la validità del Contratto Collettivo di Lavoro che, come prassi consolidata, dovrebbe trovare per analogia la sua applicazione anche per i Quadri aziendali."
Come SSM, dopo averne discusso in comitato, abbiamo deciso di accompagnare la lettera dei collaboratori di Rete 2 con una presa di posizione nella quale ci siamo dichiarati "sconcertati dalla scelta operata dal comitato della CORSI di escludere l'attuale vice di Carlo Piccardi, Giulia Fretta, soprattutto perché questa decisione appare come una chiara discriminazione della donna in un'azienda nella quale l'organigramma presenta un vertice tutto al maschile e che pure, da anni, pone come obiettivo dichiarato quello di permettere a delle donne di accedere a posti di direzione, e questo in linea con obiettivi federali che si rifanno a quelli internazionali ai quali la Svizzera ha aderito con un impegno politico preciso (...) Ci preoccupa molto la mancanza di sensibilità che il Comitato del Consiglio regionale della CORSI ha dimostrato su questo tema pur avendo ricevuto preventivamente un invito in questo senso da parte della responsabile del gruppo management delle diversità della RTSI, Signora Krysia Binek (...) La candidata femminile alla nomina di Responsabile di Rete Due ha un'esperienza, una formazione e una capacità tali che la sua scelta non avrebbe rappresentato un alibi per avere finalmente una donna ai vertici dell'azienda. I successi di Rete Due, ottimi per una radio culturale, ottenuti in gran parte proprio grazie all'impegno, al lavoro e all'apporto di Giulia Fretta, sono dei puri e semplici dati di fatto, come pure é ampiamente accertata la stima che gode tra i suoi collaboratori, attestata anche dalla lettera allegata. E' chiaro che il successo di Rete Due è da imputare all'insieme dei collaboratori, ma è altrettanto vero che Giulia Fretta ha saputo motivarli e trovare quelle strategie di cambiamento che hanno permesso la riuscita del progetto. La vostra scelta colpisce quindi anche una Rete che sta lavorando bene, con grande impegno, ottenendo risultati insperati, e questo è vissuto dai collaboratori come un non riconoscimento del lavoro che si svolge, suscitando sentimenti di tristezza se non addirittura di rabbia. La RTSI viene anche sconfessata nella sua capacità di formazione interna di figure capaci e competenti, per tutti questi motivi vi chiediamo che venga riesaminata la vostra scelta, ed è in questo senso che ci rivolgeremo anche ai vertici della SSR SRG idée suisse e quelli della RTSI." Nella nostra lettera al direttore generale Armin Walpen e al direttore regionale Remigio Ratti ricordavamo che: "(...)La SSR SRG idée suisse, da anni, ha posto come obiettivo strategico quello di aumentare la presenza delle donne nei posti di responsabilità (...) A livello regionale la volontà è stata ribadita anche ultimamente con l'istituzione dell'Antenna Management delle diversità (...) Il principio è stato chiaramente espresso a più riprese e la strategia aziendale lo contempla, come pure il fatto - in caso di concorsi - di preferire, a parità di requisiti dei candidati, il sesso sottorappresentato e il candidato interno. Tali principi sono ripresi anche nella CCL. Se vengono fissati degli obiettivi è perché questi vogliono essere raggiunti: il mancato raggiungimento degli stessi - in particolare quando se ne presenta la possibilità come in questo caso - rappresenta uno smacco per l'apparato stesso che li enuncia. Inoltre viene qui sconfessato anche lo sforzo e la capacità di formazione interna di figure capaci e competenti. Siamo quindi convinti che il nostro dissenso possa essere condiviso anche da voi (...)" In risposta ci pervenivano due lettere laconiche, una firmata da Generali, e una da Walpen nelle quali si affermava semplicemente che la nomina era stata eseguita dall'organo competente nel rispetto degli statuti e il Comitato del Consiglio della CORSI ci comunicava di non accogliere la nostra richiesta di riesame della designazione del nuovo capo della Rete Due, invitava però il presidente SSM Renato Soldini ad un incontro con il Comitato del Consiglio Regionale della CORSI il 24 gennaio 2004. Abbiamo quindi rinviato ogni considerazione in attesa dell'incontro durante il quale eravamo convinti di ricevere risposta ai nostri quesiti, ma purtroppo niente di tutto ciò è accaduto. Eppure i nostri interrogativi erano legittimi, eccoli riassunti: - Perché non è stato rispettato il bando di
concorso? (si richiedevano significative esperienze nei media
preferibilmente elettronici); Il Comitato del Consiglio della CORSI non ha ritenuto di dover rispondere ai nostri interrogativi perché, ci ha ribadito il presidente Claudio Generali, afferma il principio di autonomia e competenza nella scelta di alti dirigenti dell'azienda e non vede la necessità di giustificare al personale e ai suoi rappresentanti le ragioni della propria scelta né per iscritto, rispondendo alle due lettere, né oralmente e nemmeno, aggiungiamo noi, di menzionare l'avvenuta discussione sul comunicato stampa relativo alla riunione. Le uniche motivazioni per giustificare la designazione del nuovo capo Rete Due sono state addotte per sottolineare i meriti del candidato scelto, cosa che nessuno ha mai misconosciuto, e per sottolineare che la scelta esterna è avvenuta per "immettere nell'azienda sangue fresco" e quindi per portare in una realtà piuttosto chiusa nuove conoscenze e nuove esperienze. Inoltre la questione femminile, che hanno ammesso essere grave alla RTSI, verrà affrontata nei prossimi anni approfittando dei numerosi pensionamenti. Prendiamo atto, ma ricordiamo che questi atteggiamenti di
chiusura, di mancanza di trasparenza, di non rispetto delle regole
e di scarsa considerazione del personale non fanno bene né
all'azienda né al personale e rischiano di intaccare valori
fondamentali per il buon funzionamento di un'azienda. Un segnale
significativo è arrivato proprio dal recente sondaggio
della SSR dal quale traspare chiaramente l'insoddisfazione verso
i vertici dell'azienda, la scarsa trasparenza e le opportunità
di sviluppo professionale. All'insoddisfazione per la mancata nomina di Giulia Fretta
si è aggiunta quella per le risposte mancate!
AUMENTO
DEGLI AFFITTI DEI POSTEGGI
Il consistente aumento dei costi dell'affitto dei posteggi RTSI ha suscitato una valanga di proteste. Una proposta analoga ci era già pervenuta alla fine del 2002 e avevamo già risposto negativamente ad un aumento che non fosse accompagnato da una proposta che tenesse conto dei problemi di mobilità, salvaguardia dell'ambiente, trasporti pubblici, e piani viari comunali e cantonali.
Purtroppo a un anno di distanza ci si ripropone un aumento senza nessuna proposta che tenga conto delle nostre richieste di analisi. Contro questo modo di procedere abbiamo manifestato il nostro disaccordo portando la tematica all'incontro con la direzione che abbiamo avuto negli scorsi giorni; ci siamo fatti interpreti del malcontento dei collaboratori e abbiamo ribadito la nostra posizione che era già stata espressa in una lettera al Direttore regionale alla fine del 2002. Un semplice aumento del prezzo dei posteggi non può
essere la soluzione auspicata e praticabile nell'interesse comune,
ma è una soluzione sbrigativa, tutta a carico del lavoratore
che è pur sempre cittadino e non si preoccupa minimamente
della qualità della vita della regione e dei gravi problemi
di inquinamento e di traffico del cantone. Confrontare semplicemente
dei prezzi applicati in realtà diverse per dedurne la
necessità di giustificare un aumento sproporzionato dei
prezzi, riversandolo su chi lavora, senza dare la possibilità
di effettuare una scelta ponderata sul tipo di mobilità
utilizzabile, risulta essere una soluzione di comodo e controproducente. All'incontro con la direzione e abbiamo avanzato delle proposte costruttive che permettano un discorso di questo tipo: Innanzitutto l'istituzione di una commissione incaricata di gestire gli introiti dei posteggi nella quale l'SSM sarebbe rappresentato. La commissione dovrebbe utilizzare gli introiti per la manutenzione dei posteggi e per attuare degli interventi concreti che permettano e incentivino delle scelte diverse per quanto riguarda la mobilità. Ad esempio: - L'introduzione di una navetta per Comano con frequenze interessanti Il Direttor Balestra si è dimostrato interessato e sensibile alla problematica, speriamo che la nostra proposta si traduca in realtà. Per ora rimaniamo in attesa e vi terremo al corrente.
Non male, anzi quasi da non crederci: un centinaio di persone
che partecipano o assistono a un dibattito sul tema dei rapporti
fra politica e informazione in Ticino. E' stato anche grazie
all'SSM che la Federazione Ticinese dei Giornalisti (ATG) ha
potuto organizzare l'incontro svoltosi lo scorso dicembre presso
il Centro Spazio Aperto di Bellinzona.
"Una crisi di governo è bastata per rilanciare
il tema dei rapporti fra informazione e politica in Ticino.
POLITICA DEL PERSONALE AllA RTSI
Lo scorso mese di ottobre abbiamo avuto un incontro con la Direzione per discutere di politica del personale alla RTSI. Preoccupati soprattutto per la tendenza degli ultimi anni che vede una diminuzione del personale non indifferente, abbiamo chiesto ragguagli dichiarando come, a nostro parere, sia pericoloso vedere i costi del personale come i costi da diminuire, con conseguenze critiche anche sul carico di lavoro e sulle situazioni di stress. Si è pure affrontato il problema della scarsa rappresentanza femminile nei quadri e in generale nelle funzioni superiori, nonostante la formazione delle donne sia mediamente migliore rispetto a quella degli uomini. Abbiamo anche espresso la preoccupazione riguardo al sentimento, percepito da diversi collaboratori, di un apparato burocratico che cresce a scapito delle energie impiegate nel programma e nella produzione. Ecco tre domande per l'Informatore contenenti i principali interrogativi che abbiamo sottoposto al Direttor Ratti.
Domanda n.1 Prima di rispondere a queste domande è doveroso mettere
in rilievo come queste presuppongano delle ipotesi che vanno
valutate e verificate alla luce della traiettoria evolutiva della
nostra società, della SRG SSR idée suisse, della
RTSI, quindi delle prospettive evolutive dello spazio audiovisivo
nazionale, regionale e internazionale. Entrando nel dettaglio occorre essere prudenti poiché
l'analisi su soli due anni non è sufficientemente significativa,
soprattutto se consideriamo l'evoluzione ciclica dei pensionamenti
e l'impatto dei diversi progetti strategici. In conclusione, e a prescindere dalla pesante ipoteca dei cambiamenti connessi con il progetto di nuova Legge RTV, che approderà in parlamento già nella sessione primaverile del Nazionale, la gestione strategica e gli sforzi intrapresi da voi tutti hanno finora permesso di perseguire un obiettivo di crescita sostenibile a medio termine per la RTSI, nonché di raggiungere obiettivi d'ascolto e di soddisfazione del pubblico di tutto rispetto. Dobbiamo rallegrarci e saper dare prima di tutto anche un messaggio di soddisfazione. Domanda n.2 L'azienda non è sicuramente indifferente a questa situazione
che comunque non è specifica alla nostra azienda o alla
SRG SSR. Quello che abbiamo potuto costatare è un aumento
di carico in determinati settori. Per questo, anche grazie alle
nuove tecnologie, si sono rinforzate alcune aree, mentre non
si è proceduto alla sostituzione di collaboratori in partenza
in altri settori. Domanda n.3 Come indicano chiaramente i dati, le partenze sono sostituite,
anche se non esiste più una sostituzione automatica. Una
gestione oculata impone una verifica attenta e delle scelte di
priorità, vegliando al giusto equilibrio fra forze esterne
e interne. Vi sono così partenze che non sono rimpiazzate.
Ma questo avviene in settori non strategici e per i quali i privati
danno un know-how specifico e forniscono prestazioni professionali.
Si tratta per lo più d'attività legate a funzioni
di supporto.
Remigio Ratti, DR
QUAL'È IL FUTURO DELLE CASSE PENSIONI IP Si fonderà con la Cassa Pensioni SSR?
Il sistema di previdenza professionale alla SSR è lungi dall'essere semplice. Attualmente è formato da due casse: La Cassa pensioni SSR (CP SSR) e l'Istituto di previdenza in favore del personale SSR (IP), una fondazione collettiva gestita dalla Basilese. Entro il primo gennaio 2005. l'IP dovrebbe fondersi con la CP SSR. Qual è la posta in gioco? Cosa sostiene l'SSM? Stephan Ruppen, segretario centrale SSM
Indubbiamente, la fusione delle due casse pensioni è un'operazione complessa che solleva numerosi interrogativi. Bisogna in effetti stabilire in modo preciso la situazione finanziaria delle due casse, verificare se le loro prestazioni sono simili e sapere quali sono le condizioni statutarie e giuridiche da rispettare. Bisogna anche determinare se la fusione modifica il profilo del rischio, cambia ciò che è acquisito o genera un aumento dei premi, oppure se si traduce con delle economie a detrimento degli uni e a profitto degli altri. Attualmente, siccome il processo di trasferimento è appena iniziato, possiamo rispondere soltanto a una parte di queste domande. Da un punto di vista generale, possiamo già ora affermare che: - le due casse godono di una situazione finanziaria molto sana. La CP SSR presenta sì una sotto copertura, ma che non è per nulla problematica, è dovuta al fatto che il capitale della cassa ha potuto essere investito soltanto nel corso del 2003. Per quanto riguarda l'IP, ha una sovracopertura di 55 milioni di franchi. - Le due casse offrono delle prestazioni più o meno simili e sembrerebbe fattibile risolvere le differenze. Per contro, il regolamento del pensionamento anticipato (rendita transitoria) e l'armonizzazione delle quote pongono un problema più spinoso. Il passaggio dell'IP, una cassa che applica il regime del primato dei contributi (vedi glossario), alla CP SSR non pone nessun problema nella misura in cui la CP SSR propone i due regimi: il primato delle prestazioni e il primato dei contributi. Anche dal punto di vista giuridico il passaggio non pone nessun problema insolubile. Semplicemente, bisognerà fare attenzione a evitare ogni diluizione dei diritti degli assicurati IP nella nuova cassa, altrimenti detto: fare in modo che ogni persona assicurata benefici del libero passaggio completo senza nessuna perdita. D'altra parte, questo trasferimento implica l'armonizzazione dei tassi di copertura attualmente diseguali delle due casse. Per gli assicurati IP, questo significa che i fondi liberi (55 milioni di franchi) dell'IP dovranno essere distribuiti, ciò si tradurrà con un aumento dell'avere di vecchiaia individuale. Le modalità di ripartizione di questa somma saranno oggetto di negoziati. Una risposta importante per gli assicurati IP è così data. In caso di trasferimento dell'IP alla CP SSR, l'avere di vecchiaia acquisito individualmente sarà garantito. Inoltre tutti gli assicurati IP riceveranno una parte dei fondi liberi dell'IP. In caso di trasferimento, chi passerà al primato delle prestazioni e chi al primato dei contributi? Non è facile rispondere a questa domanda perché,
normalmente, soltanto le persone che hanno un volume di occupazione
variabile dovrebbero essere affiliati all'IP. In caso di trasferimento
alla CP SSR i variabili passeranno al regime del primato dei
contributi. Per loro, il sistema di finanziamento rimarrebbe
quindi uguale. Il trasferimento implica una modifica delle prestazioni? Normalmente, non c'è nessun legame tra il tipo di regime dei primati e le prestazioni che la cassa si impegna a versare secondo un regolamento. È così possibile che delle prestazioni meno interessanti siamo promesse sotto il regime del primato delle prestazioni che sotto quello dei primati dei contributi. Come detto sopra, le due casse della SSR offrono delle prestazioni
simili. Nei casi dove esistono delle differenze, bisognerà
trovare delle soluzioni in un'ottica globale in modo di compensare
vantaggi e inconvenienti da una parte e dall'altra. Sarà compito dell'SSM vegliare a un equilibrio tra vantaggi e svantaggi. L'analisi dei regolamenti delle due casse è in corso e i negoziati sono appena iniziati. Non sappiamo quindi ancora in quali ambiti e per quali motivi dei cambiamenti dovranno essere introdotti. Tuttavia bisogna aspettarsi dei problemi per ciò che concerne il pensionamento anticipato. In effetti, in questo ambito l'IP offre delle soluzioni migliori rispetto alla CP SSR (rendite transitorie). A quanto ammonteranno le quote? Le prestazioni della cassa pensione (rendite di vecchiaia, prestazioni in caso di decesso, rendite AI, ecc.) sono finanziate dalle quote versate. In questo campo, le due casse della SSR non hanno per nulla lo stesso sistema e sono fondate su un approccio completamente diverso. Alla CP SSR, le quote sono differenziate per età (più
si è vecchi, più si paga), mentre che all'IP le
quote sono uguali per tutti. In altre parole, l'IP ha adottato
una logica di finanziamento solidale: gli assicurati più
giovani versano dei premi "troppo alti" per coprire
i diritti alle prestazioni degli assicurati più anziani.
Alla CP SSR, il sistema di quote si basa su un principio di causalità
che esclude la solidarietà tra giovani e anziani. Due fattori determinanti per le rendite subiranno un abbassamento: il tasso minimo d'interesse LPP verrà ridotto a 2,25% e il tasso di conversione passerà da 7,2% a 6,8%. Una fusione dell'IP con la CP SSR permetterebbe di parare un po' il problema. Chi dovrebbe decidere di un'eventuale riduzione di questi due fattori non sarebbe una fondazione collettiva a scopo di lucro, ma il Consiglio di fondazione della CP SSR, dove l'SSM è rappresentato in modo paritario. Osservazione finale Il processo di fusione è in corso e ci vuole tempo per trovare le soluzioni migliori. Noi informeremo regolarmente gli assicurati e forniremo una sintesi completa prima della votazione generale.
Breve glossario Avere al quale ha diritto ogni assicurato in funzione delle
quote versate (dall'assicurato e dal datore di lavoro). A questo
possono essere aggiunti dei supplementi, per esempio se gli investimenti
si sono rivelati fruttuosi. Cassa gestita dall'impresa stessa. Spesso questa soluzione
è scelta dalle grandi imprese. Il personale è rappresentato
nel Consiglio di fondazione in modo paritario. In questo modo
gli assicurati partecipano alle decisioni concernenti il tasso
minimo, il tasso di conversione, le prestazioni della cassa pensioni,
la ripartizione degli utili, ecc. Non è il caso delle
casse collettive. La CP SSR è una cassa autonoma, l'SSM
è rappresentato in modo paritario nel consiglio di fondazione. Parte del capitale di cui devono essere in possesso le casse
pensioni per essere in grado di finanziare tutti i loro impegni.
Si parla di sotto-copertura quando il capitale di copertura è
inferiore al 100%. Una sotto-copertura troppo importante e di
una durata eccessiva è proibito per legge. Per far fronte
a una situazione simile, una cassa deve risanare le proprie finanze
aumentando le quote e/o riducendo le prestazioni. Fondazione creata in generale da delle società di assicurazione
che offrono delle soluzioni di previdenza per le PMI (piccole
e medie imprese). In una fondazione collettiva gli assicurati
possono influenzare poco o nulla le decisioni sul tasso d'interesse
minimo LPP e il tasso di conversione. L'utilizzo degli utili
realizzati grazie agli investimenti del capitale della fondazione
non è trasparente. Una parte di questi utili sono versati
agli assicurati, ma una parte importante scompare nei conti delle
assicurazioni. Parte prelevata dai contributi per coprire i rischi d'invalidità
e di decesso. Per questo motivo l'avere di vecchiaia è
inferiore alla somma delle quote pagate dall'impiegato e dal
datore di lavoro. Sistema secondo il quale i contributi versati determinano
le prestazioni. Il capitale accumulato è versato in una
volta sola o convertito in una rendita mensile secondo il tasso
di conversione che dipende dalla speranza di vita. Sistema secondo il quale la prestazione assicurata è
fissata in anticipo. Con 40 anni di contributi la prestazione
assicurata generalmente equivale al 60% dell'ultimo salario ricevuto.
È possibile acquistare degli anni di assicurazione. Situazione nella quale la cassa dispone di un capitale di
copertura superiore al 100%, generalmente dovuto a investimenti
riusciti. È il caso dell'IP che dispone di un capitale
libero di circa 55 milioni. Generalmente questi capitali servono
per costituire delle riserve, per migliorare le prestazioni o
per finanziare l'indicizzazione al rincaro delle rendite degli
assicurati. Tasso utilizzato per remunerare il capitale risparmiato. Più il tasso è alto, più l'avere di vecchiaia sarà elevato. Il tasso di interesse minimo LPP è passato in questi ultimi anni dal 4% al 3,25% e poi al 2,25%.
Enrico Morresi ha pubblicato un libro da Casagrande il cui tema riguarda l'etica del giornalismo. Gli abbiamo posto alcune domande che vi proponiamo come anche la possibilità di comandarlo ad un prezzo ridotto. Qual è il messaggio principale che ha voluto comunicare
con il suo libro "Etica della notizia"? Cosa l'ha spinto a scriverlo? A chi è indirizzato?
Tessera stampa internazionale A partire dal gennaio 2004, l'SSM è membro della Federazione Internazionale dei Giornalisti (FIJ). Quest'organizzazione rappresenta mezzo milione di giornalisti in più di 100 paesi, la sua sede centrale è Bruxelles. L'adesione dell'SSM alla FIJ permette ai nostri membri che svolgono un'attività giornalistica e che sono iscritti al Registro professionale, di ottenere una tessera stampa internazionale riconosciuta in tutto il mondo. Basta che ne facciano richiesta al segretariato centrale SSM a Zurigo. La tessera stampa internazionale viene aggiunta a quella svizzera e si basa sugli stessi principi. Valida due anni costa 60 franchi. Per maggiori informazioni rivolgetevi al segretariato centrale SSM, Bodmerstrasse 3, 8002 Zurich, tel. 01 / 202 77 51, .
Problemi di pianificazione? È stato costituito un gruppo di lavoro a livello svizzero per studiare le varie problematiche legate ai tempi di lavoro. Se avete problemi è questo il momento per farvi vivi!
Commissione femminile SSM La commissione femminile dell'SSM raggruppa donne di tutte
le regioni svizzere e delle varie unità aziendali. Con
l'appoggio delle segretarie SSM per la parità, contribuiscono
a sviluppare una politica sindacale che tenga presente i principi
della parità tra donne e uomini.
Indennità pasti All'ultimo incontro con la direzione abbiamo affrontato il
caso della trasferta a Engelberg, abbiamo concordato un aumento
di 10 franchi dell'indennità pasti per ogni collaboratore
che ha partecipato alla produzione.
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